La fine dell’estate si avvicina e i ritmi frenetici della vita di tutti i giorni sono alle porte.

Molti fra noi dovranno abbandonare il relax estivo per immergersi nuovamente nella propria

turbolenta routine.

Vivere in automatico

Quante volte ci è capitato di mangiare frettolosamente, dormire poche ore, correre per la

città in preda alle scadenze. Abbiamo sempre il telefono in mano per ricordarci appuntamenti,

messaggi. In questo panorama è difficile riuscire a prenderci cura di noi stessi, di

ritagliarci del tempo per noi.

Può allora capitare di avere la sensazione di vivere con il pilota automatico, compiendo

azioni senza renderci conto di averle vissute davvero, in pratica perdendoci il tempo presente.

È proprio in questo contesto che entra in gioco la mindfulness, con lo scopo di risvegliarci

da una vita vissuta in modo automatico, per poter essere consapevoli delle nostre

esperienze quotidiane, provando a fare scelte in modo meno meccanico.

Che cos’è la mindfulness?

Oggigiorno si sente parlare moltissimo di mindfulness, basta fare una veloce ricerca su

Google e si troveranno centinaia di informazioni su corsi, articoli e workshop in realtà la

mindfulness ha origini remote: affonda le sue origini negli antichi insegnamenti buddhisti

di 2500 anni fa.

Nello specifico la parola inglese mindfulness deriva dal termine sati, dell’antica lingua

pali, si riferisce allo stato mentale di attenzione al momento presente, alla consapevolezza.

Questo termine allude inoltre alla memoria, al ricordo, al ricordarci di essere consapevoli

della nostra esperienza nel qui e ora.

Con mindfulness si intende quindi un atteggiamento rispetto all’esperienza, un modo di

mettersi in relazione con la vita, con l’obiettivo di alleggerire le nostre sofferenze e rendere

la nostra quotidianità più ricca e significativa, scoprendo la nostra parte accogliente e

non giudicante.

Emozioni e mindfulness

Per riuscire ad vivere in maniere mindful, è necessario introdurre la pratica nella nostra

quotidianità. Questo può essere fatto sia con la pratica formale che con la pratica informale,

in base a quanto tempo abbiamo a disposizione e quante energie valutiamo di poter

investire.

Praticare la mindfulness significa dunque prendersi cura di sé, partendo da ciò che proviamo

e da come rispondiamo alle nostre stesse emozioni.

Generalmente abbiamo la tendenza a sbarazzarci delle nostre emozioni spiacevoli, con la

mindfulness si impara a fare l’opposto, cioè ad entrare in relazione con il disagio e la sofferenza,

cercando di far spazio anche a ciò che ci fa soffrire. A primo impatto questa mossa

appare controintuitiva, ma la chiave è proprio quella: lasciar spazio anche a ciò che ci

crea disagio, perchè ci consente di approfondire i modi più efficaci per gestire o risolvere

le cause della propria sofferenza, accettando e accogliendo le esperienze emotive dolorose,

senza negarle.

La mindfulness ci permette in ogni istante di essere consapevoli di ciò che sta accadendo,

di quali siano le nostre risorse ed energie, ci fa stare in contatto con ciò che ci leva

forza.

La pratica della mindfulness ci consente di accorgerci di ogni singolo attimo e imparare a

goderne appieno.

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