Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento n° 1231
Socio Ordiario CBT-Italia – Società Italiana di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale
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“..Nel profondo dell’inverno, finalmente scoprii che dentro di me c’era una invincibile estate..”
Albert Camus

Le persone che soffrono di depressione, spesso si sentono molto sole e non del tutto capite da coloro che le circondano. Può accadere di sentirsi dire “Reagisci!”, “Mettici un po’ di volontà!”, “Tirati su, dai!”. La depressione è ritenuta il disturbo psicologico più diffuso nel mondo (Gotib & Hammen, 2009). Ricerche condotte in alcuni paesi europei hanno evidenziato che il 17% della popolazione riportava episodi depressivi negli ultimi sei mesi (Lepine et al., 1997). In Italia, lo studio ESEMeD (European Study of the Epidemiology of Mental Disorders) la prevalenza della depressione maggiore e della distimia nell’arco della vita è dell’ 11,2% (14,9% nelle donne e 7,2% negli uomini). Non siete soli ad affrontare questa situazione!
La depressione è un disturbo dell’umore che impedisce alle persone di poter pensare in maniera ragionevole e concreta, compromettendo l’ambito della motivazione e dell’agire. La depressione può indurre cambiamenti anche a livello corporeo (ad esempio sonno e alimentazione). Coloro che sono affetti da depressione sperimentano una forte sofferenza emotiva e si percepiscono incapaci di poterne uscire. La quotidianità di queste persone subisce dei cambiamenti, in particolare nell’ambito socio-lavorativo, risultano inoltre compromesse anche le altre aree importanti della vita.
Le persone che soffrono di depressione percepiscono sé stesse, gli altri e il futuro in maniera negativa, questo porterà ad una compromissione della propria vita e dei rapporti interpersonali. I sintomi della depressione provocano in chi li vive profondo dolore. I sintomi possono essere lievi o gravi, possono presentarsi per poco tempo, come anche manifestarsi per un lungo periodo. Generalmente poniamo attenzione sulle situazioni più gravi, ritenute invalidanti, ma anche una forma lieve può ostacolare la propria vita privata. Ad esempio potremmo ritrovarla sotto forma di una perdita di interesse ed energia, che difficilmente riusciamo a spiegarci. I suoi effetti possono essere “sottili”, portando a percepire un po’ di noia, inquietudine, distacco (Siegel, 2012).
Si può parlare di depressione quando una persona presenta alcuni fra i seguenti sintomi:
Mal di testa, palpitazioni o tachicardia, dolori muscolari, alle ossa, alle articolazioni e addominali. Percezione di avere la testa confusa o vuota. Può capitare che si presentino anche stipsi o diarrea. I sintomi sopra elencati si possono presentare in modo acuto oppure stabilmente. Se i sintomi si presentano in forma più leggera, con alcuni improvvisi momenti di aggravamento, siamo di fronte alla distimia. Con distimia si intende una forma di depressione che consente alle persone che ne soffrono di riuscire a gestire la propria quotidianità, ma anche in questo caso la persona ha difficoltà a vivere serenamente con sé stessa, è come immersa nel grigiore.
Nella popolazione adolescente, la depressione si può manifestare con comportamenti astiosi verso la famiglia o le autorità scolastiche, ma anche con la ricerca di circostanze pericolose. Si parla di depressione stagionale, quando chi ne soffre, si sente depresso in particolare durante i mesi invernali, per poi andare incontro ad un miglioramento nella stagione estiva.
All’origine della depressione vi è una combinazione di elementi diversi che interagiscono fra loro.
Sono stati evidenziati dei cambiamenti a livello dei neurostrasmettitori, come la serotonina e la noradrenalina. La diminuzione della noradrenalina provoca minore iniziativa, la diminuzione di serotonina porta la persona ad un maggiore rimuginio, sonno disturbato e a difficoltà a livello socio relazionale.
Le persone che hanno parenti di primo grado con un disturbo depressivo maggiore ha più probabilità di sviluppare un episodio depressivo nell’arco della loro vita. È importante sottolineare che si eredita la vulnerabilità, la predisposizione a sviluppare il disturbo depressivo, non si eredita il disturbo vero e proprio!
Eventi stressanti possono possono favorire episodi depressivi (ad esempio i lutti, interruzioni di rapporti interpersonali, malattie fisiche, difficoltà in famiglia, conflitti con altre persone, cambiamenti all’interno della famiglia, cambiamenti a livello scolastico/lavorativo, licenziamenti/problemi sul lavoro, trasferimenti, essere vittima di reati o avere problemi con la giustizia). Questi eventi possono avere effetti diversi sulle persone, in base a quanto quest’ultime abbiano le abilità per poterle fronteggiare in maniera efficace. Non sono quindi gli eventi di per sé a causare la depressione, ma possono favorirla o aggravarla qualora la persona pensi di non poter affrontare l’evento e non si senta capace di riuscire a gestire ed a padroneggiare la nuova situazione che si è presentata. L’ individuo in questo caso potrebbe rinunciare a reagire, chiudendosi in sé stesso e lasciandosi andare.

In casi di depressione grave, si può valutare un trattamento farmacologico, che deve essere somministrato dal medico. La psicoterapia cognitivo-comportamentale si è mostrata efficace nel trattamento della depressione. La depressione è caratterizzata da credenze e pensieri negativi su di sé, sugli altri e sul futuro e questi contribuiscono all’abbassamento dell’umore. L’ approccio cognitivo comportamentale mette in relazione i pensieri, le emozioni e i comportamenti con l’obiettivo di individuare le credenze disfunzionali e i fattori di mantenimento che sostengono e alimentano la sofferenza psicologica.
American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington: American Psychiatric Publishing.
Gotlib, I. H. & Hammen, C. L. (2009). Handbook of Depression, Second Edition. New York: The Guilford Press.
Lepine, J. P., Gastpar, M., Mendlewicz, J., & Tylee, A. (1997). Depression in the community The first pan-European study DEPRES. International Clinical Psychopharmacology, 12, 19-29.
Leveni, D., Michielin, P., Piacientini, D. (2014). Superare la Depressione, un Programma di Terapia Cognitivo- Comportamentale. Eclipsi, Firenze.
Segal, Z. V., Williams, J. M. G., Teasdale, J. D. (2013). Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Depression (second edition). New York: The Guilford Press.
Siegel, D. R. (2012). Qui e ora. Strategie quotidiane di mindfulness. Gardolo (TN): Centro Studi Erickson.